YOUR WARM EMBRACE
Ieri sera altra cena del 'coro' al molino... e ho ancora in mente questa canzone...
Proprio scritta per me...
Remembering
Your touch
Your kiss
Your warm embrace
I'll find my way back to you
If you'll be waiting
I've longed for you and I have desired
To see your face your smile
To be with you wherever you are
[Tracy Chapman - The Promise]
SCIROCCO
'Ma è meglio poi un giorno solo da ricordare
che ricadere in una nuova realtà sempre identica...
Ora non so davvero dove lei sia finita,
se ha partorito un figlio o come inventa le sere,
lui abita da solo e divide la vita tra il lavoro,
versi inutili e la routine d' un bicchiere:
soffiasse davvero quel vento di scirocco
e arrivasse ogni giorno per spingerci a guardare
dietro alla faccia abusata delle cose,
nei labirinti oscuri della case,
dietro allo specchio segreto d' ogni viso,
dentro di noi...'
VORREI
e lo vorrei
Vorrei con te da solo sempre viaggiare,
e lo vorrei
[F. Guccini - Vorrei]
going back in time

non sono più la ragazza che 9 anni fa stava per partire per la grecia con lo zaino in spalla... Eppure - sebbene tante cose siano cambiate - alcuni momenti ritornano...
Memories...
ci sono due ricordi dei miei 5 anni a Roma che mi fanno compagnia ogni giorno...
Il primo è la collana che mi hanno regalato i colleghi. La metto sempre ed è diventata il mio portafortuna; non solo è bella ma soprattutto è molto lunga... dunque la uso come antistress/antisonno. Insomma quando sono nervosa o annoiata mi 'attacco al ciondolo'.
Il secondo è un piccolo foglietto di carta che ho attaccato alla scrivania, il saluto di un mitico capo... il pezzo importante fa così: 'I will carry fond memories of you with me as a very upbeat, outspoken, positive and altogether smart junior member of my crew. Your genuine astonishment (sometimes) at why things needed to be so difficult, your eagerness to learn new things (be it in support, going to the plant, …) and your genuine honest and “heart on your sleeve” presence have each time brought a smile to my heart and to my face.
You have got a lot going for you, young lady, so I am confident you’ll reach your dreams, whatever and wherever they may be. '
Soprattutto leggo spesso le ultime righe, e me le ripeto 'You have got a lot going for you, young lady, so I am confident you’ll reach your dreams, whatever and wherever they may be.' E ogni volta che ho paura, o mi sento un po' sfiduciata... le rileggo e penso che ce la posso fare...
Lui non sa quanto siano diventate importanti per me queste poche righe.
pensieri...
il bello di vivere a Firenze sta nelle piccole cose di tutti i giorni...
La domenica sera è sempre stato il momento più triste/malinconico della settimana... e non solo perchè stava per arrivare il lunedi (il lunedì arriva anche a Firenze) ma perchè era il simbolo del ritorno a Roma, con le riflessioni sul bilancio della settimana... Questa domenica sono tornata dal mare, e per la prima volta dopo molto tempo non mi è presa la melanconia... E' stato bello.
Ieri invece sono uscita dal lavoro, e son passata dalla mamma per riportarle le chiavi di casa (che avevo distrattamente rubato) e da lì ho fatto una passeggiata a piedi fino a casa dei nonni. E la nonna 'come sei bella!', 'ma l'hai trovato un corteggiatore?' etc... etc...
NB: il corteggiatore non è semplicemente 'uno che ti corteggia' ...sè! sarebbe troppo facile rispondere di siì! Il corteggiatore è uno che ti fa la corte, che potenzialmente ti chiederà la mano entro l'anno e che tu - chiaramente - accetterai.
Quindi no... nonna io il corteggiatore lo sto ancora cercando!
SUN... Finally
E improvvisamente mi sono sentita in vacanza: pranzo in spiaggia con pizza e corona... devo pur viziarmi un po'...
Grande la compagnia e le grigliate di questi giorni: Ile, Matte, Romi, Lore etc... Thanks!
Last Day
Ultimo giorno... non ho molta voglia di scrivere oggi, voglio solo postare qualche foto del mio Farewell Party di ieri sera.
Il mio laptop devo riconsegnarlo fra pochi minuti, quindi per i prossimi 10 giorni non mi troverete in giro per la rete. Ma vi penserò... e poi esistono gli internet point.
Dolcissima malinconia.
FAREWELL
22 Aprile 2009
Questo è il mio penultimo giorno lavorativo qui a Pomezia, mi sento molto commossa. Lascio tante persone alle quali sono profondamente affezionata e che mi mancheranno tanto! Dedico loro questo estratto del Piccolo Principe che un giorno di tanti anni fa una persona dedicò a me...
Vi saluto con la speranza che sia un arrivederci e non un addio.
E anche se non dovessimo vederci più sarete sempre parte di me e dei miei ricordi!
...per tutto quello che mi avete insegnato
...per le esperienze passate insieme
...perchè se oggi sono così lo devo anche a voi!
Grazie. Vi voglio bene.
in quel momento apparve la volpe. "buon giorno", disse la volpe.
"buon giorno", rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi. ma non vide nessuno.
"sono qui", disse la voce, "sotto al melo... "
"chi sei?" domandò il piccolo principe, "sei molto carino... "
"sono una volpe", disse la volpe.
"vieni a giocare con me", le propose il piccolo principe, sono così triste... "
"non posso giocare con te", disse la volpe, "non sono addomesticata".
"ah! scusa", fece il piccolo principe. ma dopo un momento di riflessione soggiunse: "che cosa vuol dire "addomesticare"?"
"non sei di queste parti, tu", disse la volpe, "che cosa cerchi?"
"cerco gli uomini", disse il piccolo principe. "che cosa vuol dire "addomesticare"?"
"gli uomini" disse la volpe, "hanno dei fucili e cacciano. è molto noioso! allevano anche delle galline. è il loro solo interesse. tu cerchi delle galline?"
"no", disse il piccolo principe. "cerco degli amici. che cosa vuol dire "addomesticare?"
"è una cosa da molto dimenticata. vuol dire creare dei legami..."
"creare dei legami?"
"certo", disse la volpe. "tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. e non ho bisogno di te. e neppure tu hai bisogno di me. io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro. tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo".
"comincio a capire" disse il piccolo principe. "c'è un fiore... credo che mi abbia addomesticato... "
"è possibile", disse la volpe. "capita di tutto sulla Terra... "
"oh! non è sulla Terra", disse il piccolo principe.
la volpe sembrò perplessa: "su un altro pianeta?"
"si".
"ci sono dei cacciatori su questo pianeta?"
"no".
"questo mi interessa. e delle galline?"
"no".
"non c'è niente di perfetto", sospirò la volpe. ma la volpe ritornò alla sua idea: "la mia vita è monotona. io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. e io mi annoio perciò. ma se tu mi addomestichi, la mia vita sarà illuminata. conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. e poi, guarda! vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. i campi di grano non mi ricordano nulla. e questo è triste! ma tu hai dei capelli color dell'oro. allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. e amerò il rumore del vento nel grano... "la volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe: "per favore... addomesticami", disse.
"volentieri", disse il piccolo principe, "ma non ho molto tempo, però. ho da scoprire degli amici, e da conoscere molte cose".
"non ci conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe. "gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. comprano dai mercanti le cose già fatte. ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. se tu vuoi un amico addomesticami!"
"che cosa bisogna fare?" domandò il piccolo principe.
"bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe. "in principio tu ti siederai un po' lontano da me, così, nell'erba. io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. le parole sono una fonte di malintesi. ma ogni giorno tu potrai sederti un po' più vicino... "
il piccolo principe ritornò l'indomani.
"sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe. "se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. col passare dell'ora aumenterà la mia felicità. quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore. ci vogliono i riti".
"che cos'è un rito?" disse il piccolo principe.
"anche questa è una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe. "è quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. c'è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. il giovedi ballano con le ragazze del villaggio. allora il giovedi è un giorno meraviglioso! io mi spingo sino alla vigna. se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi, i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza".
così il piccolo principe addomesticò la volpe. e quando l'ora della partenza fu vicina: "ah!" disse la volpe, "...piangerò".
"la colpa è tua", disse il piccolo principe, "io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi... "
"è vero", disse la volpe.
"ma piangerai!" disse il piccolo principe.
"è certo", disse la volpe.
"ma allora che ci guadagni?"
"ci guadagno", disse la volpe, "il colore... del grano".
CASTELLI DI RABBIA
'.. quando la gente ti dirà che hai sbagliato...
e avrai errori dappertutto dietro la schiena, fregatene.
Ricordatene. Devi fregartene.
Tutte le bocce di cristallo che hai rotto erano solo vita... non sono quelli gli errori... quella è vita... e la vita vera magari è proprio quella che si spacca, quella vita su cento che alla fine si spacca...
io questo l'ho capito, il mondo è pieno di gente che gira con in tasca le sue piccole biglie di vetro... le sue piccole tristi biglie infrangibili... e allora tu non smetterla mai di soffiare nelle tue sfere di cristallo... sono belle, a me è piaciuto guardarle, per tutto il tempo che ti sono stato vicino... ci si vede dentro tanta di quella roba... é una cosa che ti mette l'allegria addosso... non smetterla mai...
e se un giorno scoppieranno anche quella sarà vita, a modo suo... meravigliosa vita'
[AB - Castelli di rabbia]
TRE monete d'oro finto
'Così a distanza d'anni aprì la mano
E aveva tre monete d'oro finto
Forse per questo non sorrise
Forse per questo non disse ho vinto
Richiuse il pugno roba di un minuto
Per non sentirlo vuoto
Mi manchi.'
[Mi manchi - RV]
Questa canzone racchiude - forse, e sebbene solo in piccola parte - la mia decisione di ritornare a Firenze. Ci pensavo da un po' e quando si è presentata l'occasione di un lavoro ho deciso di fare IL passo.
Roma mi ha accolta 5 anni fa (13 giugno 2004), mi ha inghiottita... e ora sembra si stia impegnando per non farmi ripartire, o comunque per darmi un degno addio (un po' le dispiace che parto, le mancherò ne sono sicura). Per esempio ultimamente trovo parcheggio in centro, e i SanPietrini - seppur con i tacchi - non sembrano più così minacciosi...
Ma perchè torno?
La mia è una scelta personale. Non sto scegliendo una città, ma uno stile di vita. Sto salutando l'immagine di donna in carriera, perchè non è questo che voglio. Un lavoro che mi piaccia, si... ma che sia un contorno di altre cose.
Sono importanti gli affetti, le sorelle, la famiglia, gli amici... Una città con meno traffico e più spazi verdi. Il sogno di comprarmi una bicicletta (e di usarla per spostarmi - cosa che poi non avverrà mai). L'idea di andare in giro e sentirmi a casa. Scappare al mare quando voglio. Sapere che è qui che vorrei crescere i miei figli.
Io volevo tornare. Le motivazioni di cui sopra non reggono poi tanto :)
Eppure sentivo questa spinta.
A volte ho paura che rimarrò delusa. Che non mi piacerà. Che magari mi aspetto troppo.
Però una cosa la so: questo anno così muovimentato, strano, pieno e emozionante mi ha resa una persona diversa. Mi ha dato modo di chiedermi 'cosa vuoi veramente?'
Perchè a volte sono talmente impegnata a viverla questa vita, che non mi soffermo a chiedermi se sto andando nella direzione giusta. Stavolta mi sembra di averlo fatto.
Stavolta me lo sono chiesto. Se poi mi son data la risposta giusta non è dato saperlo...
Almodovar [...continua]
Dunque ecco un altro bellissimo ricordo legato ai suoi film.
Ero in Erasmus, ed era la nostra ultima notte a Madrid prima del rientro. Siamo andate a vedere Hable con Ella e mi sono commossa su questa canzone...
Uscite dal cinema ho comprato la colonna sonora e l'ho ascoltata durante tutto il viaggio di ritorno.
E poi ancora... e ancora... e ancora...
COSI'
una felicità con un tocco di malinconia...
sarebbe la serata ideale per correre e gridare sotto la pioggia.
ma non piove.
dunque ceno, vado a salsa e punto.
questo è AMORE
ieri sera ho visto un film che mi ha aperto la mente e il cuore... e nonostante il cinema non sia fra i miei interessi ne sono rimasta veremente affascinata e colpita (posso intrattenere una bella conversazione in fatto di libri, ma non chiedetemi di parlare di film perchè - non so se per destino o per scelta - ma alla fine non ne vedo molti).
Il film è 'Eternal Sunshine of the Spotless Mind' (e risparmiamoci commenti sulla traduzione italiana del titolo in 'se mi lasci ti cancello'... ne sono già stati fatti in abbondanza)
Mi ha colpita. Mentre lo guardavo non lo capivo. L'ho capito alla fine. Poi ci ho pensato tutta la notte e stamattina, guardando qualche scena su youtube mi sono commossa.
Il punto è che questo film rappresenta il mio pensiero sull'amore.
QUESTO FILM RAPPRESENTA IL MIO PENSIERO SULL' A M O R E.
Per questo mi commuove.
Qualche frase che mi è rimasta impressa e un video.
Joel: Hi.
Clementine: Hi. Didn't figure you'd show your face around me again. I guess I thought you were... humiliated. You did run away, after all.
Joel: I just needed to see you.
Clementine: Yeah?
Joel: I'd like to, um... take you out, or something.
Clementine: You're married.
Joel: Not yet, not married. No, I'm not married.
Clementine: Look man, I'm telling you right off the bat, I'm high-maintainance, so... I'm not gonna tip-toe around your marriage, or whatever it is you've got goin' there. If you wanna be with me, you're with me.
Joel: Okay.
Clementine: Too many guys think I'm a concept, or I complete them, or I'm gonna make them alive. But I'm just a fucked-up girl who's lookin' for my own peace of mind; don't assign me yours.
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Joel: I could die right now, Clem. I'm just... happy. I've never felt that before. I'm just exactly where I want to be.
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Joel: I don't see anything I don't like about you.
Clementine: But you will! But you will, and I'll get bored with you and feel trapped, because that's what happens with me.
Joel: Okay.
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Blessed are the forgetful, for they get the better even of their blunders.
Grazie Ile per il consiglio!
MINUETTO
...E cresce sempre più la solitudine, nei grandi vuoti che mi lasci tu!
Rinnegare una passione no, ma non posso dirti sempre sì e sentirmi piccola così tutte le volte che mi trovo qui di fronte a te.
E continuo sulla stessa via, sempre ubriaca di malinconia, ora ammetto che la colpa forse è solo mia, avrei dovuto perderti, invece ti ho cercato!
Minuetto suona per noi, la mia mente non si ferma mai.
[Mia Martini]
MI SFOGO IN TRENO
C'è un momento di profonda introspezione durante il quale sento che sto iniziando a capire mè stessa. Insomma, mi illumino. Il momento sopraggiunge regolarmente in treno (l'ultimo mercoledì scorso).
Improvvisamente è tanta la voglia di scrivere, e con calligrafia compulsiava sgomitolo parole disordinate sulla mia agenda. Ho come paura che se non scrivo tutto potrei perdermi uno di quei pensieri, e forse dimenticarlo. Allora scrivo per fissarlo nella memoria.Puntualmente il treno arriva, e non ho avuto il tempo per finire. Nel mentre che prendo la macchina e arrivo a casa.... tutto svanisce! La mia mente si sintonizza nuovamente sui soliti canali. E quella voglia di scrivere se ne va. Ma tornerà. Lo spero.
E SE NON PUOI
E se non puoi la vita che desideri
cerca almeno questo
per quanto sta in te: non sciuparla
nel troppo commercio con la gente
con troppe parole in un viavai frenetico.
Non sciuparla portandola in giro
in balìa del quotidiano
gioco balordo degli incontri
e degli inviti,
fino a farne una stucchevole estranea.
Constantinos Kavafis
Come se questo appartamento in affitto - proprio perchè lo prendiamo da quasi 20' anni - fosse anche un po' nostro: mi piace dunque ritrovare le stesse coperte marroni di lana un po' polverose... e i piccoli letti a castello.
Mentre mi rilasso, e faccio sport, e mi depuro - almeno 2 lt acqua al giorno - penso molto al futuro. Ci sono dei cambiamenti all'orizzonte, lo so. Decisioni importanti. Non so se il cambiamento sarà proprio quello ma qualcosa sarà.
Intanto cerco di prendere un po' di sole (oggi troppo freddo) e aspetto. In ogni caso si sa che il ritorno dalla settimana bianca coincide emozionalmente con la fine dell'inverno. E questo è già positivo.
consapevolezza
COLONNA SONORA
Ebbene si, questa è la colonna sonora di Ti Prendo e Ti Porto Via di N. Ammaniti... struggente!
Che poi - mi chiedo - Salvadores ha tratto un film da Come Dio Comanda e prima ancora da Io Non ho Paura... ma non ha ancora pensato a farne uno su questo libro, che secondo me rimane e rimarrà sempre il suo più bello.
Ti prendo e ti porto via: è la storia senza lieto fine di Pietro, figlio “caratteriale” di genitori squallidi e sperduti, ragazzino timido e perseguitato dai compagni teppistelli, il cui destino s’incrocia e si compenetra tragicamente con quello di Graziano Biglia, playboy e frikettone fallito, destinato, per estrema coerenza al proprio personaggio caricaturale, a perdere l’ultima possibilità di redenzione, incarnata dalla professoressa Palmieri, unica ad averlo amato e accettato in tutta la sua desolante spontaneità. Storie di ordinaria periferia, d’amore asfittico e spoetizzato, d’orrore maleodorante e bestiale.
NUVOLA di dubbi e di bellezza
Dunque eccomi all'ultima serata qui a Firenze. Domani si torna a Roma e un po' di tristezza mi assale all'idea.
Oggi ho passato una giornata bella ma malinconica. Io e Ile abbiamo portato i nonni nella casa di campagna per prendere alcune cose. Ormai non guidano più e hanno bisogno del nostro aiuto.
Così ripercorriamo le stesse strade di qualche anno fa. Quando avevo 16 anni loro mi portavano a Soci ogni finesettimana perchè mi ero presa una cotta per un ragazzo (il mio primo amore Mirko). Oggi siamo noi che portiamo loro, in una giornata fredda ma soleggiata. Intorno tutto è arancione, colore di rami secchi e terra bagnata.
Poi un caffè, forse troppo veloce... o forse non c'è più molto da dire...
Persa per molto persa per poco
presa sul serio presa per gioco
non c'è stato molto da dire o da pensare
la fortuna sorrideva come uno stagno a primavera
spettinata da tutti i venti della sera.
E adesso aspetterò domani
per avere nostalgia
Signora Libertà Signorina Fantasia
così preziosa come il vino così gratis come la tristezza
con la tua nuvola di dubbi e di bellezza.
Io non aspetterò domani.